Eco-shock

Provocatoria, brutale, cruda, sconvolgente: la green-vague è anche questo, perché ecologico non è necessariamente sinonimo di politically correct. .wit va alla scoperta del dark side of Green…

[a cura di Giulia Carcani]
articolo tratto da .wit#14. Hypotenusa Issue

giacca Eko Dizajn

giacca Eko Dizajn

Glam e politically ultra-correct. Oppure eversiva e provocatoria. L’eco-vague indossa entrambe le maschere. La prima la vestono coloro, i più, che puntano alle passerelle che incarnano il compromesso tra materiali eco-friendly e forme haute couture. Sono i buoni del fashion system. I messia di una moda migliore: bella, seppur rispettosa dell’ambiente. Pochi scelgono la seconda, quella della battaglia ecologica, della lotta al consumismo, alla produzione di massa e agli sprechi. Sono coloro che urlano al mondo i propri NO e lo fanno nella scelta dei materiali e, soprattutto, nella messa in scena di messaggi forti, shock, che puntano a stordire prima, per convincere poi. È una moda cattiva che passa attraverso la provocazione e la perversione di certe immagini, una moda che non risparmia niente e nessuno, che non passa inosservata. Il low profile è bandito dagli adepti della corrente eco-shock: l’obiettivo è stupire, colpire, ferire, trafiggere occhi e cervello. Per restare, sedimentare. E portare ad una riflessione.
SANS
schiaffeggia così la piazza newyorkese. Nome emergente della moda verde Usa, è nato dall’estro di Lika Volkova e Alessandro Do Vito, un duo dinamico capace di incantare con abiti audaci e innovativi. Soprattutto, abiti che non vogliono dissimulare ma, al contrario, puntano a sbandierare la verità. Come l’eco-pelliccia che richiama con vivida veridicità uno scalpo di animale sacrificato in nome di costosi, soffici e caldi capi-spalla. So cruel, so chic. Quentin Tarantino docet. Inserita nella collezione a/i 09-10, l’eco-pelliccia, combinazione di lana merino organic e pelo ecologico, nasce dalla riflessione sul potere evocativo delle forme e sulla capacità delle immagini di trasmettere significati. È una giacca difficile e coraggiosa che davanti, nella sua normalità di manteau, ammalia e inganna; dietro colpisce e intimidisce. Adatta a chi desidera indossare il proprio NO contro la rinnovata auge delle pellicce. Distante anni luce da chi sposa la tesi, controversa e discussa, dello stilista giapponese Chie Imai secondo “cui non c’è niente di più eco-friendly di una pelliccia vera, è indossata per generazioni, è organica, non produce inquinamento e alla fine del ciclo ritorna alla terra sotto forma di polvere”.

Libreria Of wars & witts & power

Libreria Of wars & witts & power

Contro l’uso di pellicce animali anche il design verde degli olandesi di Oooms. Stop a pelli trasformate in tappeti e violate da piedi alla ricerca di passi soffici e gratificanti. Da qui, il tappeto Road Kill: 165×240 cm di lotta tra attrazione e repulsione, proprio come quando senti di non dover guardare, ma la curiosità è insistente e alla fine cedi, per poi pentirtene. Si tratta di un caldo e morbido tappeto in lana 100% organica che riproduce la carcassa di una volpe con tanto di sangue e interiora sviscerate. Perché ad ogni passo persista il monito di non calpestare, né ora né mai, gli animali in nome del comfort umano, ingannevole e volatile. Nuova giostra, altro monito: stop alle guerre. Di nuovo ha ben poco: l’eco arriva da lontano e rievoca lotte passate e look Seventies. Eppure è sempre attuale, tanto che mai è uscito dal vocabolario delle proteste comuni e condivise. Oggi, lo slogan si trasforma in un pensiero da indossare, in un mood con cui convivere giorno per giorno. Non parole perse nell’aria, ma riflessioni costanti. È questo lo spirito che anima, con applicazioni diverse, la cantante e modella Irina Lazareanu per L.E.N.Y., il brand croato Eko Dizajn, e il progetto di Daniel Loves Objects. La prima, entrata nella schiera di fashion icons che hanno prestato la propria creatività a Fashion Icon Limited Edition, regala agli aficionados di L.E.N.Y. una t-shirt organica e poetica: versi sanguinanti rosso scarlatto su sfondo bianco. Minimal, diretto, tagliente.
Teatrale e barocca invece la scelta di Eko Dizajn, fashion movement fondato nel 2008 dai designer Damir Bedalov e Mladen Donadini. Contro la guerra, vissuta in prima persona e mai dimenticata, Eko Dizajn propone una giacca feticcio fatta di materiale ecologico e – tra tagli e ritagli, inserti e arricciature – vecchi soldatini di piombo e plastica applicati sulle spalle. Antichi giochi di bambino si trasformano così in una presenza pesante e costante, con cui fare i conti nei ricordi e nelle azioni. Una giacca contro la necessità che altre giacche del genere esistano. Un monito, una preghiera che il peso di tale ricordo, materializzato nel piombo dei soldati applicati, non debba essere sostenuto da altri ancora. Sempre soldatini, ma questa volta in plotoni anonimi e perdenti, sono quelli utilizzati da Daniel Loves

Ecopelliccia SANS A/I 09-10

Ecopelliccia SANS A/I 09-10

Objects nella serie di librerie eco-friendly Of wars & witts & power. Schieramenti contrapposti di soldati – eterni loosers – si fronteggiano, imbracciati i fucili, in un perenne scontro di posizioni e idee. Ma il peso della cultura sovrasta tutto: una speranza c’è, allora, ed è nei libri, nella capacità di accogliere il punto di vista diverso senza averne paura, senza considerarlo nemico.

www.sans.name
www.oooms.nl
www.leny-icons.com
www.eko-dizajn.com
www.coroflot.com/daniellove

Leave a Reply

Fashion On Paper 2010