All’interno della prima edizione di Flandrika (6-12 luglio), festival milanese di musica, cultura e moda organizzato da Turismo Fiandre, è stato istituito il Premio Crossover 2009, un concorso rivolto alle scuole di moda. A confrontarsi per questo primo anno sono stati gli studenti della Royal Academy of Fine Arts di Anversa e dello IED Moda Lab di Milano. I partecipanti hanno dovuto realizzare un progetto di re-interpretazione del lavoro dei Sei di Anversa. Due i vincitori: la fiamminga Annette Kolling e l’italiano Marco Russo che racconta a .wit come ha lavorato per il suo progetto, ispirandosi, sulle note dei Soap & Skin, tanto ad Ann Demeulemeester quanto all’estetica del Kiewslovski de La doppia vita di Veronica…
“Mi sono accostato al mondo dei Sei di Anversa, e precisamente a quello di Ann Demeulemeester, attraverso una lunga documentazione, a cui è seguita la scelta del tema del progetto, di un argomento che potesse legare il loro tipo di estetica con la mia: il film di Kiewslovski, La doppia vita di Veronika, a cui sono particolarmente legato e che richiama alla memoria diversi elementi tipici della cultura delle Fiandre. La luce, fondamentale fonte di ispirazione, i colori, il legno, le atmosfere delle città nordeuropee. Accanto a queste ispirazioni ho accostato altri elementi del film che mi interessavano: il teatro di figura e il dualismo rappresentato dai due personaggi. La scelta della capsule collection, costituita esclusivamente da capi-spalla, è stata quasi naturale: con le sue costruzioni, con il tessuto impermeabile, diventa un abito essenziale, immediato. All’interno di ogni capo c’è un pezzo di tessuto che gira su se stesso, come avviene nell’anello di Moebius, usato come interpretazione del “doppio”. Il video, la modella-non-modella, le canzoni dei Soap & Skin, la luce di taglio, tipica anche della pittura belga, mi sono sembrati gli strumenti perfetti per comunicare il senso di questo progetto.”
Marco Russo