Tripping

A travellers’ guide. Un vademecum di oggetti per chi parte e qualche consolazione per chi resta. Per chi è nel “viaggio” del viaggio e per chi si trova perso nel trip del design…

[a cura di Francesca Duranti]
articolo tratto da .wit#12. Roman Sunset Issue

Design e viaggi. Che siano intercontinentali, nazionali o europei, ma anche stanziali, esiste sempre l’oggetto giusto per ogni necessità. La valigia prima di tutto, quella indicata per viaggi reali, ma anche quella per la meta dei desideri: il bagaglio è un elemento fondamentale. Molti, sognando, arrivano a raggiungere mete lontanissime, mete dell’anima e
dell’amore. Ne è un esempio la valigia stanziale della scenografa Roberta Puddu: percorsa in ogni angolo da frasi d’amore, da poesie, dalle storie di chi l’ha trascinata per chilometri, segnata dall’usura e poi resa stanziale, con l’aggiunta di gambe e di piccoli vani porta oggetti. Un pezzo di design unico che l’artista padovana è solita realizzare su commissione per allestimenti teatrali. Dotata di zampe invece, più che di gambe, la valigia di Just in case, nomade all’occorrenza, favolistica nell’estetica, dal design sognante e caramelloso, è un esempio di complemento d’arredo che stuzzica la fantasia di chi parte e di chi resta.

Roberta Puddu, Valigia Stanziale (pezzo unico), 2009
Roberta Puddu, Valigia Stanziale (pezzo unico), 2009

Mood vagamente circense e fascino vintage per la valigia-tavolino della giovane designer inglese Victoria Robinson: al suo interno quattro sostegni, rubati all’archivio di un giocoliere, ideali per improvvisare un picnic urbano, o per trasformare il tutto in una piccola toilette, soluzione perfetta per backpakers avvezzi alla vita d’ostello e alla condivisione della stanza da bagno.
L’idea della valigia trasformabile, che sia romanticamente ferma per scelta o oggettivamente a doppio utilizzo “giusto nel caso servisse”, è l’anticamera di un concetto di utilità per chi pratica il nomadismo che è stato analizzato con grande successo d’inventiva da Inga Sempè. La designer francese ha realizzato un trolley tripartito che all’occorrenza diventa una cassettiera trasportabile: tre moduli in pelle sostenuti da meccanismi scorrevoli presentano nella loro semplicità
un modularismo estremamente efficace. Se la valigia rappresenta l’incarnazione del viaggio come desiderio, lo stesso valore è attribuito al più classico mappamondo, stimolatore per antonomasia della fantasia di chi è alla ricerca di una meta, ma anche luogo eletto per fermare un viaggio appena compiuto. Il globo della giapponese Chiaki Kawakam per il brand Shishima (visto al Salone Satellite 2009) è un’idea geniale per segnare e rivedere con una certa malinconia tutti i paesi raggiunti, semplicemente contrassegnandoli con delle speciali puntine da fissare su una superficie di sughero e feltro: un catalogo di spilli a forma di aereo, automobile o bicicletta, segna il cammino fatto e quello ancora da percorrere, offrendo anche la possibilità di annettere un piccolo ricordo di carta, un biglietto, oppure una fotografia.

Victoria Robinson, Just in case
Victoria Robinson, Just in case

Preparato il sacco e decisa la meta arriviamo in un luogo di mare e ci accomodiamo nel Beach Cocoon, un bozzolo di
comodità realizzato dal brand belga Pascalina e distribuito in Italia da Zerodisegno: una sfera di camere d’aria in pvc trasparente, dal design di ispirazione Anni Cinquanta, che permette di rilassarsi in spiaggia o in acqua, sentendosi sospesi nell’aria al centro della sfera, tra le onde, ma anche nel salotto di casa.
Una parentesi maliziosa va poi aperta per le creazioni di Balastudio, una gamma di sofà dal gusto raffinato, e al tempo stesso spicy, che questi designer brasiliani propongono in un’ambientazione beach style: i loro divani ergonomici sono frutto di uno studio approfondito sulle posture sessuali che traducono in pezzi dal disegno talvolta ardito, altre volte molto elegante, come nel caso di Ella Seating, una seduta all’apparenza innocua che in realtà nasconde un potenziale di funzionalità per le tecniche del Kamasutra da potervi sperimentare sopra, consultando “la guida” o dandoci sotto con la fantasia. Visitando il sito è curioso notare come tutta questa serie di complementi d’arredo dedicata all’eros sia fotografata tra i flutti di mari caraibici, con un trattamento del binomio estate/passione che in questo caso va certo oltre il luogocomune.
Sempre restando nel registro del design di ricerca, ci aggiungiamo a raccontare scene di vita tratte dai beach party: c’è tutto un mondo di micro-design di livello dedicato al culto delle feste estive, un universo che ha dell’incredibile per fantasia e ricercatezza dei particolari, che sarebbe sprecato relegare alla bassa gadgettistica. Un piccolo, ma significativo esempio, è dato dalla gamma di sottobicchieri flip flop by Drink Wear: dalle tavole più “up” ai siti specializzati impazzano questi coloratissimi accessori per il beverage.

Balastudio, Ella Seating
Balastudio, Ella Seating

A forma di mini-infradito, “vestono” la base del bicchiere come se fosse un piede. Il party in piscina poi, presuppone uno swimwear adeguato e, per restare in tema di viaggi, La Perla ha indagato, nella sua Beachwear Collection 2009, le suggestioni metropolitane di New York dove gli intrecci del soutache ricordano gli incroci metallici del ponte di Brooklyn, ma anche ildesign futuribile del nuovo Bird’s Nest, lo stadio di Pechino disegnato dagli architetti Herzog e De Meuron.
Dal contesto mare, passiamo alla situazione weekend: dal prato verde di una capitale al piccolo parco fuori porta, sono questi i luoghi ideali in cui stendere il Carpet-Lounge, un interessante progetto del giovane designer brasiliano Felipe Zanardi. Un prodotto mutevole che riesce, grazie alle sue diverse configurazioni, a soddisfare i bisogni e le esigenze di un pubblico amante delle serate outdoor: muovendo speciali agganci in velcro è possibile ricreare un’area relax per trascorrere piacevoli momenti sorseggiando un drink e conversando con gli amici. Lo stesso concetto vale per i designer svizzeri Stauffacherbenz che ci portano ad alta quota con Highland lowland, un carpet coffee table a forma di roccia, una sorta di diorama come set di un pic-nic da consumarsi virtualmente en plein air, nel salotto di casa.

.link
www.shimashimauk.co
www.pascalina.be
www.robertapuddu.com
www.ingasempe.fr
www.laperla.com
www.felipezanardi.com
www.stauffacherbenz.ch
www.balastudio.com

Leave a Reply

Fashion On Paper 2010