Jean-Paul Lespagnard

.wit incontra Jean-Paul Lespagnard, l’enfant prodige della moda belga, balzato agli onori della cronaca dopo aver sbaragliato la concorrenza e fatto incetta di premi allo scorso Hyeres Festival (Francia). Personalità eccentrica e immaginazione sfrenata si fondono in una collezione ironica e irriverente che attinge tanto al maestro Gaultier quanto ai clown e ai cowboy texani. Dopo il debutto a Tokyo il designer si prepara a conquistare anche l’Europa….

[a cura di Paola Riviera]
articolo tratto da .wit#12. Roman Sunset Issue

Jean-Paul LespagnardQuando era bambino sognava di vendere gelati in estate e pesce fresco in inverno, mentre giocava a fare il meccanico nell’officina del padre. Ma all’improvviso, come per incanto, le fredde componenti meccaniche hanno iniziato a trasformarsi nelle sue mani in corsetti ed altri capi di moda, per la felicità delle sue sorelle. È così che, un po’ per gioco e un po’ per magia, Jean-Paul Lespagnard scopre di essere destinato a diventare un designer, la cui fervida immaginazione sarà la costante di tutte le sue numerose esperienze professionali: dalla realizzazione dei costumi per lo spettacolo All Together Now dei Damaged Goods, compagnia della coreografa americana Meg Stuart, all’inconfondibile styling dei video Ce Jeu dei Yelle, vero cult in Francia. Oggi Jean-Paul Lespagnard è una fashion label tutta al femminile, già forte di un vasto consenso in Giappone, che mira ad esportare in tutto il mondo il suo universo creativo, svelato a .wit in questa intervista.
A distanza di un anno dalla sua memorabile vittoria, che ha lasciato a bocca aperta una giuria capeggiata da Riccardi Tisci, il designer belga ritorna sulle passerelle di Hyeres con una collezione tutta nuova che sviluppa il suo progetto d’esordio arricchendolo di nuove sfumature. È così che per la prossima primavera/estate ritorna Jacqueline, protagonista della Cowboy Collection: un po’ clown, un po’ drag queen, in tacchi a spillo alti come trampoli, parrucche ricce platinate e tute a strisce o pois dall’inconfondibile sapore circense.

Circa un anno fai ti sei fatto notare al festival della moda e della fotografia di Hyeres vincendo primo, secondo e terzo premio oltre al riconoscimento del pubblico. Come si è evoluto il tuo brand da allora?
La mia label ha avuto una crescita esponenziale. A Hyeres sono infatti entrato in contatto con un’importante azienda giapponese, la stessa che produce anche Jean Paul Gaultier e Bernard Willherm e, dopo un anno di lavoro insieme, siamo pronti a lanciare la mia prima collezione per la Primavera Estate 2010 in uno dei più importanti department store di Tokyo.

Quindi questi concorsi sono davvero utili per promuovere i giovani talenti…

Beh, Hyeres mi ha letteralmente cambiato la vita! Non credo sarei mai stato in grado di produrre e commercializzare un’intera collezione tutta mia senza l’aiuto, mediatico ma soprattutto economico, che la vittoria del festivaJean-Paul Lespagnardl mi ha regalato. E penso che lo stesso possano dire molti altri giovani creativi che ancora devono veder concretizzati i loro
progetti.

Del resto tu non sei un personaggio che passa facilmente inosservato. Che la tua eccentricità abbia influito nel tuo successo?
Cos’è la moda se non immagine? Il mio look, i miei tatuaggi, tutto fa parte di un’identità che si riflette naturalmente nelle mie creazioni.

Chi è Jean-Paul Lespagnard: un artista, uno stilista, cosa?
Ho iniziato studiando arte per un quinquennio. Solo successivamente ho scelto di approfondire il discorso sul fashion design, per poi lavorare a lungo come stylist per diverse riviste, spot pubblicitari, pièces teatrali e video musicali. Così, non solo ho imparato molto sul linguaggio commerciale della moda, ma ho anche iniziato a progettare una mia collezione, andandomi a collocare in quella nicchia che, secondo la mia percezione, risultava ancora inesplorata.
Proponendo cioè cose che ancora mancavano in circolazione.

Ti senti ancora legato alla cultura belga o sei già proiettato in una prospettiva internazionale?
Ho una forte identità belga e vorrei che questo rimanesse un tratto distintivo del mio brand.

Parrucche da clown, zeppe vertiginose, strisce e pois. Cosa racconta questa tua prima fortunata collezione?
L’idea è arrivata un po’ per caso, mentre ascoltavo una canzone tedesca che parlava di una donna che sognava di sposare un cowboy. È così che è nata la mia Jacqueline, musa ispiratrice dell’intera Cowboy Collection per la Primavera/Estate 2010, intenta a vendere hamburger e patatine frit te nell’attesa del suo amore texano.

Cosa trova una donna in un tuo capo?
La libertà di essere ciò che vuole. Le mie creazioni, sinonimo di ottimismo e ironia, rifuggono le convenzioni e il già visto. La mia collezione è pensata per una donna che non si prende mai troppo sul serio, che ama divertirsi e va fiera della sua indipendenJean-Paul Lespagnardza.

Qualche stilista che ti ha influenzato particolarmente?
Jean Paul Gaultier e Martin Margiela sono dei grandi maestri, ma ho imparato molto anche lavorando per Anna Sui a New York e per Annemie Verbeke a Bruxelles.

E guardando alle personalità del mondo dell’arte?
Andy Warhol e Jef f Koons.

Qualche icona femminile di riferimento?
Madonna e Jenny McCarthy.

Dopo il debutto uf ficiale in Giappone che strategia adotterai per promuovere il tuo marchio?
Al momento il mercato giapponese è stato particolarmente ricettivo, ma questo non vuol dire che non guardi con interesse anche all’America e all’Europa, che rimane la mia patria. I miei progetti futuri sono top secret, per il momento, ma vi assicuro che presto sentirete ancora parlare di me…

.link
www.jeanpaullespagnard.com

.dove
Via Bus Stop
Shibuya Seibu Department Store
21-1 Udagawa-cho – Shibuya-ku,
Tokyo 150-0042
www.viabusstop.com

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Fashion On Paper 2010